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giovedì 24 giugno 2010

M. Tobino, Biondo era e bello ***

Biondo era e bello racconta la vita di Dante Alighieri: una biografia ispirata da devozione poetica e intima familiarità. L'arte di Mario Tobino, infatti, affonda le proprie radici in quella stessa Toscana rissosa e gentile, vivace e virulenta le cui linfe nutrirono la poesia dantesca. È la storia di una "vita sacra", come la definì l'autore stesso, per la sacralità dei versi scaturiti dal destino di quell'esistenza, ma non solo. La vita di Dante appare infatti "sacra" a Tobino per la compattezza e la pienezza umane di quelle esperienze che la Commedia era destinata a coronare: le dissipazioni amorose, i fervori di un battagliero sogno politico, i dolori e le amarezze dell'esilio. E intorno alla narrazione principale, come in un grandioso affresco, tutte le figure minime e massime che già Dante convocò davanti al tribunale del suo poema.

Editore: Mondadori
Anno: 1998
Prezzo: 9,00 €
Pagine: 148


Inizio lettura: 15 giugno 2010

mercoledì 5 maggio 2010

C. M. Russo, La sposa normanna

1185. L'incantevole Palermo, crogiuolo di tante culture, splendente dei suoi palazzi, dei suoi preziosi mosaici, è pronta ad accogliere la sua nuova regina. Costretta a rinnegare i voti, Costanza d'Altavilla, l'ultima erede della dinastia normanna che guida il Regno di Sicilia, viene data in sposa a Enrico di Svevia, figlio dell'imperatore Federico. Un matrimonio dettato dalla ragion di Stato che dovrà essere coronato dal concepimento di un erede al trono. Ma mentre il figlio tanto sospirato tarda ad arrivare, la fragile e bella Costanza deve lottare contro nemici potentissimi, primo fra tutti Gualtieri di Palearia, ministro dell'imperatore, che soffia sul fuoco della gelosia di Enrico per distruggere la donna e conservare la sua enorme influenza. Quando finalmente il piccolo Federico vedrà la luce, la madre dovrà far di tutto per proteggerlo dalle innumerevoli insidie che lo minacciano. Fino a quando, divenuto ragazzino, non sarà in grado egli stesso di sbarazzarsi dei suoi implacabili nemici, rivelando doti che faranno di lui un grande imperatore.

Inizio lettura: 5 maggio 2010

lunedì 29 marzo 2010

R. Nencini, L'imperfetto assoluto


Troppo erudito e per soli addetti ai lavori, molto appassionati; il romanzo è assente; sono elenchi infiniti di nomi e di cifre di denaro, per mettere in evidenza che l'uomo ha come unico punto di riferimento il denaro e il potere ad esso connesso. Il resto scompare.
Ottima fonte per altri romanzi ... di successo!

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Musciatto, garzone in una banca e quindi mercante e banchiere tra i più grandi, comparve in una novella del Decameron prima di essere vituperato e sepolto dai Guelfi neri vincitori. Un prezioso manoscritto ritrovato durante l'alluvione del 1966 lo riporta in luce assieme alle tante malefatte di cui si era reso protagonista tra Parigi e Firenze all'alba del nuovo secolo. Cavaliere del re di Francia Filippo il Bello e consigliere del suo fratello Carlo, tra il 1301 e il 1306 Musciatto incrocia i propri passi con eventi che segneranno la storia: l'esilio di Dante, il volto infisso nella disperazione della lontananza, lo schiaffo di Anagni e i tradimenti di Bonifacio VIII, la nascita dello stato nazionale in Francia e l'avvio dell'attacco ai Templari, la guerra civile che insanguinò Firenze all'arrivo del Valois e con il rientro di Corso Donati, la supremazia del fiorino in tutta la Cristianità e l'ingegno travolgente di Giotto, di Arnolfo, del Sommo Poeta. Il bene e il male nello stesso luogo, entrambi figli di personaggi cui l'autore restituisce il volto, la voce, le passioni di quel tempo tragico e magnifico.
26.02.2010