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domenica 2 settembre 2018

G. Bedeschi, Centomila gavette di ghiaccio (1963) ****

Trama: la rievocazione della ritirata di Russia durante la quale ben centomila soldati
italiani perirono combattendo o soccombendo al freddo e alla fame. L'autore, sottotenente medico, prese parte alle campagne di Grecia e di Russia, partecipando a tutta la ritirata con la Divisione Julia.

Giudizio: favoloso anche come scrittura.

Casa editrice e anno di pubblicazione: Mursia - 1963
Pagine: 430
Inizio lettura: settembre 2014

Lapierre - Collins, Parigi brucia? (1966) ****

Trama: bruciare la città-mondo, la capitale del ventesimo secolo.
La città della Senna, dei boulevard e di Notre-Dame, del Louvre e della torre Eiffel. Bruciare Parigi. «Bruciate Parigi!» ordina Hitler nella fase conclusiva della Seconda guerra mondiale. Ma l’ordine non venne eseguito e Parigi fu salva. Chi la salvò dalla distruzione? De Gaulle? O il generale von Choltitz? Il comunista Rol o il console svedese Nordling? Attraverso carte segrete ritrovate negli archivi tedeschi, documenti dell’epoca, ordinanze, verbali e ricordi dei testimoni, Dominique Lapierre e Larry Collins scrivono un drammatico romanzo-cronaca, mettendo in scena eroi e traditori, giovani e vecchi, spie e ostaggi. Sono i protagonisti dell’epopea della città, dall’incubo della distruzione totale alle battaglie per le strade, fino alla liberazione.

Giudizio: bellissima ricostruzione della liberazione di Parigi dai nazisti. Mette bene in evidenza luci ed ombre da una parte e dall'altra.

Casa editrice e anno di pubblicazione: Mondadori - 1966
Pagine: 512
Inizio lettura: maggio 2014

I. Nemirowsky, Suite francese (2005) ****

Trama: la prima parte racconta in un grande affresco corale l’esodo di massa dei
francesi che, all’arrivo delle truppe naziste, si spostano con tutto quanto, in un trasferimento di dimensioni bibliche. La seconda parte, invece, descrive i primi mesi dell’occupazione in una piccola città della campagna francese. I protagonisti sono due donne, la vedova Angellier e sua nuora, Lucile, e un ufficiale tedesco, Bruno von Frank. Tra il giovane ufficiale e la sconsolata Lucile scocca una scintilla che presto diventa amore: una vicenda emblematica dello stesso paese che finisce per accogliere i soldati tedeschi come uomini, “dimenticando” la loro natura di nemici.

Giudizio: bellissimo affresco di umanità. Manca un po' il nucleo narrativo.

Casa editrice e anno di pubblicazione: Adelphi - 2005
Pagine: 415
Inizio lettura: aprile 2014

sabato 3 ottobre 2009

O'Brien, L'isola del mondo

Josip Lasta è un bambino capace di intuire il mistero del mondo - contemplando l'azzurro del mar Adriatico - e di parlare il linguaggio del cuore, silenzioso e profondo. Nato in un piccolo villaggio sui monti della Croazia ove regnano l'armonia, la solidarietà e il gusto delle cose semplici, Josip viene educato alla fede e alla vita da un padre amorevole e una mamma generosa. Nel caos politico precedente l'affermazione al potere di Tito, la violenza sconvolge la vita del piccolo paese, da cui Josip fugge - unico superstite del massacro. Inizia così il pellegrinaggio di una vita intera, misurata sulle numerose perdite di affetti e sicurezza, sugli attacchi incessanti del Male e sull'esperienza del dolore - ma anche sulla poesia, l'amore fedele, l'amicizia accogliente e la redenzione ad opera di un Cristo bambino, con le mani piagate.

Deaver, Il giardino delle belve

Pansa, I figli dell'aquila

O'Brien, Il libraio

Pansa, I tre inverni della paura

Lavagetto, Un inverno (1943-44)